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Gengive che si ritirano: cosa vuol dire?

Il sorriso è un piccolo patrimonio da preservare. 
Ahimé, con il passare del tempo purtroppo potrebbe iniziare a sorgere qualche problemino. 

Proprio dall’osservazione del sorriso si può cogliere però qualche indicazione dello stato di salute della bocca. Se davanti allo specchio i denti sembrano allungati, in particolare i canini ed i premolari, molto probabilmente è il campanello d’allarme delle gengive che si ritirano.


La regressione gengivale è un problema comune dopo i 40 anni, ma per fortuna non irreversibile se curato per tempo. Una delle migliori armi nel campo della cura dei denti è indubbiamente la prevenzione. Tuttavia partiamo dal principio e cerchiamo di capire perché le gengive si ritirano.

Le cause della regressione gengivale

I motivi per cui le gengive si ritirano possono essere svariati. Come sempre alla base dello sviluppo delle patologie dentali può esserci una cattiva igiene orale. Per tale motivo è di vitale importanza spazzolare bene i denti ed utilizzare lo spazzolino adeguato. Se si è predisposti ad avere problemi alle gengive si consiglia sempre di utilizzare un modello con setole morbide.

A lungo andare uno spazzolamento non corretto e particolarmente energico può causare la regressione gengivale. Per una pulizia corretta non basta agitare lo spazzolino a caso all’interno della bocca, ma è necessario eseguire un movimento ben preciso. Muoviamolo sempre dalla gengiva verso la punta del dente, evitando così che la placca si depositi nel solco della gengiva.

I denti non hanno però solo la superficie esterna. Anzi è propria nella parte interna che si deposita il maggior numero di batteri e si accumulano anche le maggiori quantità di tartaro. Perciò è fondamentale spazzolare i denti per almeno 2-3 minuti con cura non dimenticando nessuna parte: bisogna anche pulire la lingua e le guance interne!

Al tempo stesso è importante anche l’utilizzo corretto del filo interdentale: è un abile alleato per rimuovere la placca negli interstizi tra i denti, ma anche in questo caso se utilizzato con troppa foga e poca attenzione potrebbe danneggiare le gengive.

Una cattiva igiene orale dà il via ad una sorta di reazione a catena. La placca batterica e il tartaro, giorno dopo giorno, si accumulano nelle sacche gengivali. Il risultato? La comparsa di gengive infiammate che si fanno notare per il loro rossore e per il loro sanguinamento. Quest’ultimo è un elemento assolutamente da non sottovalutare, in quanto può essere considerato il primo passo verso la parodontite, comunemente chiamata piorrea.

I motivi per cui le gengive si ritirano però non terminano qui. Una menzione d’onore va riservata ai piercing posizionati a livello della lingua e delle labbra. Il loro continuo sfregamento può provocare quelli che vengono chiamati in termini tecnico “traumatismi”, ovvero delle lesioni dei tessuti. Ancora una volta l’esito finale sarà gengive infiammate e sanguinanti.

Perché le gengive si ritirano? Disturbi alimentari e malattie sistemiche

Tra le cause della regressione gengivale vanno poi annoverati alcuni disturbi alimentari, come l’anoressia e la bulimia, ed il bruxismo, cioè la tendenza a serrare e digrignare i denti soprattutto durante il sonno. A tutto ciò si aggiungono anche alcune malattie sistemiche come il diabete e lo scorbuto.

Il diabete è strettamente connesso alla malattia parodontale. Alcuni studi hanno evidenziato come un soggetto affetto da diabete ha una tendenza più alta rispetto alla norma a presentare gengive che si ritirano e che col tempo potrebbero degenerare in piorrea dentale. La maggiore suscettibilità alla parodontite nei diabetici è dovuta alla risposta immunitaria alterata verso i batteri presenti nella placca e al fatto che questi proliferano più velocemente in presenza di maggiori quantità di glucosio, alterazione alla base del diabete stesso.

Lo scorbuto può anche avere un ruolo determinante nella regressione delle gengive. Tale patologia si caratterizza per una mancanza perenne di vitamina C, la quale è implicata nella produzione di collagene, la principale proteina presente nelle gengive. La mancanza della proteina rende il tessuto gengivale meno resistente e più incline a lesionarsi.

Come accorgersi della regressione gengivale: i sintomi

Il principale disagio, o perlomeno quello più visibile, causato dalla gengive che si ritirano è quello estetico. I denti iniziano ad apparire più lunghi soprattutto in corrispondenza dei canini e premolari. Il mutato aspetto dei denti è proprio dovuto alla regressione gengivale con i tessuti che arretrano verso le radici.

L’alterazione estetica può anche interessare il colore dei denti. Il cemento che è la patina che ricopre le radici può ingiallirsi rispetto allo smalto che invece riveste i denti. Il problema però non si limita all’aspetto visivo, ma determina un aumento dell’ipersensibilità dentale.

Le gengive che si ritirano portano le radici dei denti ad esporsi. Il cemento che le avvolge è particolarmente “poroso” rispetto allo smalto e pertanto risulta più sensibile agli stimoli termici, soprattutto al freddo. Pian piano che le gengive si ritirano i segnali dello stato di salute della tua bocca diventano sempre più evidenti.

La regressione gengivale può sfociare in gengivite, l’infiammazione delle gengive, e nella poco piacevole alitosi, ovvero la persistenza di un alito cattivo, condizione che accresce il disagio psicologico di chi ne è afflitto.

Come combattere le gengive che si ritirano: i rimedi

Le gengive che si ritirano possono essere la “punta di un iceberg” di un problema più grande: la parodontite. Tuttavia non bisogna lasciarsi conquistare da inutili allarmismi, in quanto la regressione gengivale è curabile e, se presa per tempo, sarà possibile ristabilire la condizione iniziale dei tessuti gengivali.

Come già detto lo strumento principale per combattere la regressione gengivale è la prevenzione. Non bisogna esitare a rivolgersi ad una specialista alla comparsa dei primi sintomi. Se infatti la si lascia progredire, la gengiva inizierà a staccarsi dal dente creando fastidiose “tasche” in cui si accumulerà la placca. Col tempo diventeranno sempre più profonde causando anche l’instabilità dei denti.

Per scongiurare questo scenario è come sempre fondamentale un’ottima igiene orale. Si consiglia anche di non utilizzare dentifrici troppo aggressivi come quelli sbiancanti, ma privilegiare quelli ad alto contenuto di fluoro, un toccasana per rinforzare le gengive che si ritirano. L’utilizzo di un collutorio alla clorexidina una volta al giorno garantisce un’azione più efficace contro la placca e la formazione del tartaro.

L’igiene orale passa anche per il ricorso alla detartrasi effettuata in uno studio dentistico. La frequenza media consigliata è di due volte all’anno, ma sarà il tuo dentista ad indicarti le migliori modalità d’intervento. Se sei alla ricerca di uno specialista a Bolzano non esitare a contattarci: il nostro team di esperti è pronto ad offrirti una visita accurata ed agire tempestivamente per mettere a riparo il tuo sorriso da spiacevoli inconvenienti.

Nella lotta alle gengive che si ritirano è doveroso anche citare le sane abitudini. Una buona alimentazione priva di troppi zuccheri e grassi agevola il mantenimento di una bocca sana, così come è consigliabile evitare, o almeno ridurre se proprio non se ne può fare a meno, il fumo, il quale incide negativamente sulla formazione della placca.

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