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Impianto dentale: tra rischi reali e leggende metropolitane

Aldilà della Manica, nell’Inghilterra della regina Elisabetta, hanno coniato un apposito acronimo per definire le leggende metropolitane: “AFOAF”. Letteralmente significa “a friend of a friend”, ovvero un amico dell’amico. 
Un modo per dire con il consueto aplomb britannico che certe storie si generano attraverso il sentito dire di pseudo-conoscenze. Dal vortice della leggende metropolitane non ne esce indenne neanche la chirurgia orale. Quante volta avrai ad esempio sentito parlare dei rischi legati ad un impianto dentale?

Ponti che si muovono, infiammazioni delle gengive e dolori lancinanti, sanguinamenti e chi più ne ha più ne metta. Ma quanto c’è di vero sulle fantomatiche complicazioni post impianto dentale?

Un impianto dentale può fare rigetto?

Una delle preoccupazioni principali di chi si rivolge ad uno studio dentistico è rappresentata dall’eventualità di un rigetto dell’impianto dentale. Partiamo dall’etimologia della parola stessa. In ambito medico un rigetto può avvenire durante un trapianto chirurgico, per la precisione quando il sistema immunitario riconosce come estranei i nuovi tessuti od organi. Ciò accade sostanzialmente perché il nostro corpo non accetta gli antigeni trapiantati, cioè quelle proteine di riconoscimento che funzionano come una “carta d’identità” controllata dal sistema immunitario.

Il rigetto va quindi annoverato tra i possibili rischi per un impianto dentale? Assolutamente no. Un impianto dentale consiste in una vite in titanio inserita all’interno dell’osso a sostituzione della radice naturale mancante. Il materiale non è scelto a caso, anzi il titanio è quello più indicato, in quanto è perfettamente biocompatibile. Proprio per tale motivo la gran parte delle protesi, non solo quelle dentali, che vengono inserite chirurgicamente nei tessuti di un paziente sono realizzate con questo particolare metallo.

Escludendo così la possibilità di rigetto dell’impianto dentale, si può parlare piuttosto di infezione. Tuttavia anche questi casi sono estremamente rari. Queste situazioni poco piacevoli si possono verificare quando si utilizzano protesi non completamente pure. Che cosa significa? Esistono alcuni impianti dentali meno costosi provenienti dalla Cina o dall’Est Europa, nei quali il titanio è mischiato con altre leghe di metallo. Questo elemento può costituire dei rischi per un impianto dentale se applicato ad un soggetto allergico.

Da noi in Dental Institute Bolzano utilizziamo esclusivamente protesi europee o americane sottoposte a rigidi controlli di qualità per attestare la purezza del titanio che le compone.

Un’operazione non riuscita: quando l’impianto dentale si muove

Tra le complicazioni relative ad un impianto dentale, quella che incute più timore è la perdita dell’impianto stesso. Un trauma certamente da non sottovalutare: prova ad immaginare che shock sarebbe sottoporsi ad un intervento di implantologia dentale per ovviare alla perdita di uno o più denti e ritrovarsi dopo poco tempo anche con il nuovo impianto che si muove.

L’insuccesso implantare è un’ipotesi remota. Secondo la letteratura scientifica la percentuale di riuscita di un intervento chirurgico finalizzato alla ricostruzione della struttura dentale è del 97%. Nel caso di chirurghi esperti, come il nostro dottor. Michael Schweikert e il suo team di collaboratori, la percentuale sale addirittura al 99%.

Un impianto dentale non andato a buon fine è quindi poco probabile e quando si verifica è dovuto nella quasi totalità dei casi ad una mancata osteointegrazione della protesi con l’osso. Come ricordavamo qualche riga più su il titanio è un materiale perfetto proprio per la sua capacità di saldarsi in breve tempo con l’osso dentale.

Il processo di osteointegrazione può essere difficoltoso nei grandi fumatori. Il fumo infatti è una delle principali cause della formazione di batteri all’interno della cavità orale, i quali oltre ad influire sulla formazione di placca e tartaro, rallentano i processi di guarigione e di saldatura della vite endossea.

Il fumo e la scarsa igiene orale possono portare con il tempo al rischio più grande per un impianto dentale: la perimplantite o la malattia perimplantare. Ad indurla sono proprio i batteri, i quali colpiscono i tessuti attorno all’impianto. La perimplantite si sviluppa inizialmente a livello superficiale coinvolgendo le gengive che risultano infiammate e soggette a sanguinamento.

La prevenzione è un aspetto fondamentale per evitare l’insorgere della malattia. I pazienti sottoposti ad una terapia implantare dovrebbero svolgere ogni 3/6 mesi una pulizia accurata eseguita da un igienista dentale per evitare un accumulo eccessivo di placca.

Alla comparsa dei primi sintomi è necessario rivolgersi al proprio dentista per valutare la terapia più idonea. Se la perimplantite ha interessato solo i tessuti gengivali potrebbe essere sufficiente l’applicazione di gel antibatterici.

Se invece l’infiammazione viene trascurata si può estendere al tessuto osseo comportando anche la presenza di pus con conseguente cattivo gusto in bocca. Il tessuto è fondamentale per la stabilità dell’impianto dentale. Di conseguenza il suo livello di usura può determinare l’instabilità o addirittura la caduta della protesi. Purtroppo in una situazione così compromessa diventa inevitabile un intervento di rigenerazione ossea.

Dentista e dolore, un connubio indissolubile?

Fin dalla tenera età siamo cresciuti con il pregiudizio che qualunque genere di intervento effettuato da un dentista comporti irrimediabilmente dolore. Ma è veramente così?

I dolori lancinanti e insopportabili non sono inseriti tra le complicazioni dell’implantologia dentale. L’operazione avviene in anestesia locale, di conseguenza il dolore durante l’intervento è nullo. Nella settimana immediatamente successiva le gengive possono essere soggette a gonfiori e dolori che vengono curati tranquillamente con una semplice terapia antibiotica della durata di 2-3 giorni.

Alcuni pazienti chiedono spesso prima di un intervento se si formeranno inestetismi come la guancia gonfia dopo l’applicazione dell’impianto dentale oppure la presenza di lividi. Tali circostanze sono ancora una volta rare e si possono presentare perlopiù in soggetti con problemi di coagulazione del sangue o in interventi molto estesi. Tuttavia è sufficiente una cura di qualche giorno con una comune pomata per risolvere il problema.

Le leggende metropolitane purtroppo coinvolgono anche il mondo della chirurgia dentale. Per togliersi qualunque dubbio, timore e anche fobia è bene rivolgersi ad uno specialista. Il Dental Institute Bolzano mette da oltre 27 anni la propria professionalità al servizio dei propri pazienti.

Rivolgiti al nostro studio per un consulto in qualunque ramo della chirurgia orale: dall’ortodonzia passando per l’implantologia fino ad arrivare alla cura dentistica per i bambini. Inoltre ci avvaliamo di tecnologie all’avanguardia, come l’RX Endorale Digitale, per poter effettuare tutte le analisi necessarie ad un’anamnesi accurata del paziente direttamente in sede.

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